Elio Ciol

Sinossi

Elio Ciol, 96 anni, il fotografo italiano più presente nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo, raccontato per la prima volta in un biopic che, con lui, attraversa l’ultimo secolo della nostra storia. Oltre 70 anni di carriera, dal rapporto con il neorealismo alle fotografie di opere d’arte in Italia e all’estero, dove la perfezione della tecnica diventa il suo marchio distintivo, riconosciuto da tutti.
Attraverso un approccio visivo di grande pulizia estetica, il documentario racconta sia l’uomo che l’artista/artigiano, attraverso le sue parole ma soprattutto il suo lavoro: lo seguiremo mentre, assieme al figlio Stefano, allestisce una mostra, ma anche mentre ritrae dei nuovi affreschi.
Un film che racconta la sensibilità – in pieno spirito francescano – di un uomo umile e riservato, che ha imparato a scrivere con la luce per raccontare la natura, la spiritualità e il silenzio.

NOTE DI REGIA

La prima volta che incontrai Elio Ciol mi disse: “Non serve intervistarmi, le mie fotografie parlano da sole. Poi, se vuoi sapere qualcosa di più, leggiti quello che hanno scritto su di me nei quasi 200 cataloghi con le mie fotografie”. Non è stato facile conquistare la fiducia di un uomo riservato, che da sempre vive e lavora in provincia, a Casarsa, lo stesso paese dal quale Pasolini fu costretto a fuggire.
La sua tarda età mi ha costretto a modificare l’approccio al progetto. Adattarsi ai suoi tempi, più dilatati e frammentati, è però diventata un’opportunità per far decantare le idee e ripensare alla forma del documentario. Ho deciso di seguire la sua quotidianità con discrezione. Una piccola troupe non troppo invasiva, qualche ora di convivenza una tantum cercando di cogliere l’attimo e stimolando/provocando azioni che aiutino a svelare qualcosa di non convenzionale.
Su sua esplicita richiesta, abbiamo concordato di farsi accompagnare di volta in volta da coloro che meglio conoscono il suo percorso artistico come, ad esempio, il curatore Dell’Agnese o il figlio Stefano.
Ciol è stato spesso interpellato a proposito di Pasolini, che immortalò da giovanissimo e più tardi assieme alla Callas. Mi confessò del suo disagio nel dover rispondere sempre alle stesse banalissime domande. Il mio intento è di andare oltre il già detto/sentito. Stare al suo fianco per cogliere il respiro del suo vivere la fotografia. Può sembrare paradossale, ma non sento differenza tra le sue foto neorealiste e quelle sugli affreschi del Duomo d’Assisi.

Dorino Minigutti

Credits

Regia: Dorino Minigutti
Fotografia: Debora Vrizzi
Montaggio: Maria Fantastica Valmori

Produttrice: Anna Di Toma
Produzione: Agherose s.r.l.

Con il sostegno di Fondo per l’Audiovisivo del FVG; Comune di Assisi; Provincia Serafica di San Francesco dell’Ordine dei Frati Minori
Con il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi